La quarta settimana è di assestamento e di continua scoperta al tempo stesso. Ancora prima di partire ero convinta che col massimo impegno ci avrei messo massimo 2 settimane ad adattarmi ed invece ora capisco che avendo a che fare coi bambini ma soprattutto con una mamma, è normale che ci voglia tempo. Queste due relazioni sono strette e quindi si influenzano continuamente l'una con l'altra, cosa che vi porterà al manicomio LOL
Altra cosa che ho notato è che per 3 settimane ho sofferto fisicamente degli orari e dello stress mentale mentre adesso, anche se non ho ancora capito come non mangiare alla cazzo ma mantenere un mio equilibrio, mi sono abituata agli orari e quando torno in camera non sto più crollando dal sonno senza forze ma ho anche tempo per distrarmi...ed ecco che il lavoro cambia e diventa più rilassato. Ho capito che se all’inizio io l’ho presa “ male “ e non riuscivo a rilassarmi è stato perché sono stata seguita solo 2 giorni dalla vecchia au pair che era molto nervosa per il suo dover lasciare il titolo e aveva altre 1000 cose da fare prima della sua dipartita mentre se ora io dovessi far vedere come funzionano le cose alla prossima ragazza che ci sarà dopo di me lo farei completamente in maniera diversa. Una cosa che ho sofferto un po’ con lei e ancora con la mamma è che vogliono impormi il loro modo di fare le cose quando io rimango dell’opinione che se si cerca un au pair allora la si dovrebbe lasciare libera di esprimere la sua personalità al massimo ma soprattutto di crearsi una propria routine con le proprie abitudini, nonostante poi come riflesso diventino poi le abitudini dei bambini ma il processo di adattamento deve essere fatto da entrambe le parti, è quello il punto.
Questa settimana ho anche capito che l’esperienza da au pair non ha senso se non si inizia a pensare a una strada da costruirsi parallelamente ed in questo io sono stata fortunata perché attraverso un’amicizia ho trovato una ragazza che ha fatto il percorso come vorrei farlo io arrivando poi a poter insegnare e lavorare coi bambini quindi ora anche se per vie generali so come andrebbe fatto il percorso verso uno stato di realizzazione e questo mi permette realmente di parlare di costi, tempi ed obiettivi. Il mio piano personale sarebbe quello di lavorare sul mio inglese, mi sarebbe piaciuto farlo in una scuola per socializzare e trovare ispirazione da altre persone che non siano au pair però per risparmiare credo andrò da un’insegnante privata anche se in realtà lo faccio per accorciare i tempi, volendo poi fare l’esame per la certificazione così almeno anche se dovessi tornare in Italia con la coda tra le gambe avrei un pezzo di carta che mi torni utile, devo ammettere che il mio inglese ( ed io sono partita da un livello buono ) è già migliorato moltissimo nell’acquisire nuove parole e nel listening.
Tornando al discorso dell’essere au pair ho capito che in realtà l’adattamento non sta nel cercare di far funzionare le cose con la famiglia o sentirsi a proprio agio in una casa che non è la propria o considerare persone fidate totali estranei coi quali ti ritrovi a vivere MA il dover accettare le loro abitudini “ sbagliate “ , totalmente diverse dal modo nel quale noi siamo stati cresciuti. In Irlanda l’educazione è tutta sulla comunicazione anche nei casi dove molti di noi hanno avuto ceffoni o serie punizioni. Qua la punizione più seria è il minacciare di una cosa che non succederà mai o lo stare continuamente a spiegare perché è sbagliato fare delle cose anche quando il bambino si sta altamente facendo i fatti propri ed è evidente non sta prestando alcuna serietà alla spiegazione. Gli esempi stupidi sono ad esempio il fatto che a tavola usano le mani per mangiare invece che le posate o stiano in piedi sulla sedia oppure dire un semplice buon giorno la mattina come educazione e tante altre piccole cose, prima mi ci arrabbiavo su queste cose ed erano motivo di litigio tra me, i bambini e poi la mamma mentre ora ho capito che la loro educazione non spetta a me e quindi sono diventata molto più permissiva, mi arrabbio e chiedo ai bambini di rispettare il mio lavoro correggendo certi loro comportamenti solo quando ad esempio pulisco la tavola e loro dopo 5 min per un capriccio ci attaccano sopra una fetta di pane e nutella o se io ho appena lavato il pavimento e loro rovesciano mezza ciotola di cereali sul pavimento. Devo ammettere però che mi stanno stranamente a sentire LOL Ma su tantissime altre cose lascio perdere per rendere la vita più facile a loro ma soprattutto a me. Questo ovviamente sempre nel discorso non solo del rispetto del mio lavoro e persona ma anche di sicurezza personale loro.
Tipo la vecchia au pair gli lasciava mangiare gli spaghetti crudi ( e qui lo smadonnamento ci sta tutto ) e lì sono stata ferrea nel dire NO anche se i bambini hanno fatto una gran tragedia in proposito. Tra l’altro questa settimana è stata di countdown per il ritorno in Italia per 2 settimane perché loro vanno in Francia e mi hanno pagato il biglietto di ritorno a casa ^^
" Next chapter -> Italy i'm coming back "
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