E invece io l'ho detto. Ho detto alla mia famiglia che sto per partire e
le reazioni sono state da Oscar. E' stato un effetto domino o ancora meglio da
canzone “ Alla fiera dell’est “.
MIA NONNA mi ha detto di non andar via perchè MIA
MADRE ha solo noi figli, MIA MADRE mi ha detto di non dirlo a MIO PADRE
altrimenti ne morirebbe di collera e MIO PADRE mi ha detto che non mi considera
più una figlia perchè non ne vede la necessità visto che a casa ho tutto quello che mi serve. Mia sorella è sbiancata ma
appena ha ripreso colore ha ripreso anche giudizio.
Per il resto sto partendo in sordina, senza mettere cartelli ma poi in
momenti di puro ottimismo, pensando che sarà una bella esperienza ed è un
qualcosa di cui andrò fiera mi gaso e lo dico a qualcuno anche se a parte i
miei due migliori amici non ho avuto le reazioni che speravo… vale lo stesso
discorso della mia famiglia. Vederla che si strugge di questa maniera alla mia
partenza mi dà noia perché mi mette ulteriori pensieri in testa anche se io
alla fine li capisco…come capisco che sono stanca di capire. Io per loro fingo
di non aver neanche considerato l’idea che tutto vada male perché sono sicura
sarà fantastico, fingo per dargli sicurezze che non ho, mentre loro non fanno
che farmi sentire come una traditrice perché a 26 anni suonati lascio il nido
familiare nel paese che ha come arte numero uno quella dell’arrangiarsi. Io mi
sento ridicola a scriverle certe cose, figuriamoci a dirle. Per non parlare di quelli
che mi rispondono sfumature tra banalità e superficialità “ FAI BENE!! “ come se stessi partendo per il
mondo dei balocchi.
Ormai passo da momenti di puro entusiasmo dove boh..mi aspetto di trovare
l’amore della mia vita, vincere il premio nobel per la pace e diventare nuova
regina d’Inghilterra tutto nella stessa giornata a momenti dove penso che quasi
quasi qui sto meglio, che alla fine non mi manca niente e dovrei vivere una
vita spensierata da studentessa universitaria per finire con altri momenti di
panico dove inizia a mancarmi già tutto o ho dubbi sulla famiglia che mi
ospiterà o sul fatto che non riuscirò a fare neanche una delle mille cose che
ho in mente per migliorarmi ( obiettivo generale del viaggio ) e finirò col
fare un lavoro faticato e tornare in Italia più cornuta di prima.
C’è da dire che in qualsiasi momento mi trovi ormai sono schifata dalla
mia città a livelli storici, non mi merito di vivere in una città dove non puoi
dimenticare qualcosa che sicuramente non lo ritroverai dove l’hai lasciato o
devi sempre stare a controllare pure lo scontrino della farmacia, per non
parlare del fatto che qui “ nisciun sap nient “ e tutti si credono di essere
chissà chi, sempre a risponderti come se fossi un’idiota, umiltà generale zero.
Certo sto per intraprendere un percorso che mi richiederà molti sacrifici ed
una vita sicuramente meno agiata di quella che conduco adesso però sono disposta
a farli questi sacrifici ed anzi...saranno quelli che mi motiveranno a prendere da questa
esperienza il massimo e non un pelo di meno.
Questo viaggio è alla riscoperta
DELLA DIGNITA’ e del valore del “ PERCHE’ ME LO MERITO “.
A parte questo: Tutto apposto.